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mercoledì, 30 giugno 2004

Essere poveri

Ho bisogno di te
per vivere al meglio questa vita;

i veri poveri siamo proprio noi e
fra veri poveri ci si capisce;

i veri poveri siamo noi
perché sappiamo amare l’altro;

l’altro però non deve approfittare
della immensa generosità che abbiamo;

il vero povero è ricchissimo dentro e
sa apprezzare la vita;

sa tenerla in mano e
non se la fa scappare;

amore,
tutto questo siamo noi.


Io e Patty siamo fatti così, e tu di che pasta sei?

Postato da: Pozzi57 alle 16:24 | link | commenti (3) |

martedì, 29 giugno 2004

Bella questa foto:

Fotografia 2001

Mi rappresenta in pieno, perché cerco di essere sempre sereno e gioviale con tutti.

Ho dato un taglio netto alla mia vita, mentre facevo le superiori al Duca d’Aosta a Firenze. All’epoca, come lo sono qualche volta anche adesso, ero sempre irrequieto e scontento di tutto, perché mi volevo rendere d’aiuto a qualcuno che aveva più bisogno di me. Così pensai, e organizzai un doposcuola per i ragazzini delle medie inferiori del mio quartiere, autogestendolo con alcuni volontari, i quali, pur di aiutarmi a finire gli studi, hanno condiviso con me questa bellissima esperienza di volontariato. Questo, ad un certo punto non mi bastava più, perché non mi dava risposte a cui andavo in cerca.

Lì conobbi alcuni ragazzi che facevano parte di una organizzazione non governativa, chiamata Operazione Mato Grosso (OMG), la quale si occupava di tirare su i fondi, organizzando raccolte di carta, cartone, stracci, ferro e vetro, da mandare nei paesi sottosviluppati dell’America Latina. Ma anche questa esperienza non mi bastava, perché bene o male, dopo qualche ora passata fuori di casa con questa organizzazione sparsa in tutta Italia, mi ritrovavo sempre fra le braccia dei carissimi genitori, i quali hanno avuto la pazienza di Giobbe a sopportarmi in quegli anni.

Così misi in giro la voce che cercavo un posto o una comunità che mi potesse ospitare. Un bel giorno di inizi marzo dell’82, andando a trovare alcuni amici in provincia di Cuneo, mi portarono in visita alla Comunità di Gorra, dove trovai accoglienza immediata.

Vi ho raccontato questo piccolissimo frammento della mia storia perché vedo tantissimi giovani che si trovano allo sbando, e che non sanno prendere la loro vita in mano. A questi, vorrei trasmettere tutta la voglia d’amare che sento dentro, dicendogli: - ringrazio Dio, o chi per lui, di avermi dato quattro ruote al posto delle gambe, perché nella disgrazia, se così si può chiamare, ho trovato la mia strada, quella di non arrendermi mai davanti alle difficoltà della vita, perché ovunque tu andrai ci sarà sempre qualcuno che sta peggio di te. Datti una smossa invece di morire di noia davanti a una schifezza di vario genere, o davanti ad un bicchiere. Vieni, prendiamoci per mano come due fratellini, e camminiamo assieme in questa splendida avventura chiamata vita.

Postato da: Pozzi57 alle 14:50 | link | commenti |

lunedì, 28 giugno 2004

            Dieci giorni fa vi avevo lasciato questa poesia:

 

            Amore

 

            Amore son qua,

            ti aspetto per l’eternità,

            fai di me ciò che vuoi.

 

 

            Ma vediamo insieme cosa significa amare.

            Amare! Questo sentimento è tanto bello quanto difficile da attuare e da mettere in pratica, perché, come vi ho già detto la volta scorsa, coinvolge la persona totalmente.

            In una coppia, amare significa mettersi fra le braccia dell’altro, in abbandono totale e incondizionato, senza paura che l’altro si approfitti del sentimento, amore, verso la persona del cuore, o che ha davanti in quel momento.

            Fra persone che vivono singolarmente o in comunità, amare significa mettersi in ascolto dei bisogni dell’altro, per poi prendersene carico in prima persona.

            In parole molto semplici e chiare, - amare significa - perdere un qualcosa di noi stessi per il bene comune.

Postato da: Pozzi57 alle 14:50 | link | commenti (1) |

venerdì, 25 giugno 2004

Salve, rieccomi ritornato alla base da dove vi parlo.

Prima di continuare le riflessioni e i commenti sul libro, desidero lanciare una freccia a tutti i giovani che vogliono fare in qualche modo del volontariato.

Quando ero più giovane anche io ho fatto del volontariato, ma il volontariato di allora non era organizzato come è adesso, e intorno a me vedevo tantissimi giovani, felici e sereni, di fare questa avventura. Il fare qualcosa per l’altro riempiva il cuore di felicità, donando fatiche e sudori per qualcuno più bisognoso di noi.

Purtroppo i tempi sono cambiati, e con i tempi anche il modo di fare volontariato: infatti oggigiorno, per quanto mi riguarda personalmente, non esiste più il volontariato vero e proprio, ma esiste soltanto una macchina burocratica, la quale stabilisce orari e remunerazioni di questo volontariato.

No ragazzi miei, non ci siamo! Bisogna tornare alle origini, se vuoi fare qualcosa di buono per te stesso e per l’altro, senza guardare quello che fa il tuo simile e facendo quello che ti compete, altrimenti resterai sempre scontento e scoglionato di tutto.

Postato da: Pozzi57 alle 15:20 | link | commenti (2) |

venerdì, 18 giugno 2004

Carissimi, per qualche giorno non farò gli aggiornamenti quotidiani, perché andrò a trovare la mia famiglia a Firenze, comunque vi ringrazio per la costanza nel visitare il sito.

Prima di salutarvi desidero lasciare questa brevissima poesia.

 

            Amore

 

            Amore son qua,

            ti aspetto per l’eternità,

            fai di me ciò che vuoi.

 

Penso che l’amore sia un abbandono totale all’altro........ by by.

Postato da: Pozzi57 alle 16:19 | link | commenti (2) |

giovedì, 17 giugno 2004

Tratto dal libro.

 

            E’ vero che io ho bisogno di te per vivere al meglio questa splendida avventura della vita, ma in qualche modo, anche tu hai bisogno di me, altrimenti non si spiega perché quando non mi faccio sentire, anche soltanto per un giorno, sei proprio tu a cercarmi; questo sta a significare che anche da parte tua c’è un qualcosa di molto profondo che forse va oltre la normale amicizia, come tu stessa sostieni di avere nei miei confronti;

 

L’interrogativo.

 

E’ vero sapete, prima che iniziassi a scrivere questo primo libro, mi sono trovato anche in questa bruttissima situazione, una situazione da mal gestire sotto tutti i punti di vista, soprattutto se sei un disabile come me, che non si può muovere ed esprimere con tanta facilità e disinvoltura.

Infatti, sia all’epoca, ma anche in questo preciso istante, faccio tantissima fatica a capire dove stia il confine fra l’amicizia e l’amore.

Se c’è qualcuno di voi, e siete davvero in tanti a visitarmi, che ha le idee più chiare di me in materia, è pregato di farsi avanti, grazie.

Postato da: Pozzi57 alle 14:29 | link | commenti (1) |

mercoledì, 16 giugno 2004

Tratto dal libro.

 

            Ho iniziato ad amare la vita quando ho conosciuto la mia piccola Ketty. Ho incominciato ad apprezzarla e ad amarla soltanto grazie a lei, ma soprattutto ascoltando le sue terribili confessioni: mi sono accorto dell’imperdonabile errore fatto a diciotto anni, ponendo la mia croce su quel «SI», nel referendum sull’aborto. Adesso, per quanto amo la vita, farei qualsiasi cosa per salvaguardarla, non riesco neppure ad ammazzare un fastidiosissimo moscerino o una zanzara che mi punge e in qualche modo mi fa del male; capisci come sono cambiato?!

 

Riflessioni.

 

In questo frammento ci sono racchiuse due grossissime verità: - come vi dicevo proprio ieri pomeriggio, sono riuscito a cambiare opinione sulla vita, quando ho visto morire dei giovanissimi per droga o alcol, con i miei occhi, ma soprattutto ascoltando le sue terribili storie, mi hanno insegnato cosa volesse dire vivere.

Venendo a conoscenza con questo mondo occulto sino ad allora, perché mi sembrava un mondo di fantascienza. Questo, non per ignoranza o altro, ma perché ero sempre rimasto fra le braccia dei miei carissimi genitori, per cui non mi rendevo conto dei problemi che affliggevano sempre più il mondo giovanile.

L’aver preso coscienza di questi problemi, che come ho già detto non conoscevo, mi hanno aperto gli occhi e mi hanno fatto rivedere la mia posizione riguardo al problema dell’aborto. Avevo preso questo problema troppo alla leggera, quasi non mi appartenesse. Vedendoli soffrire così tanto nel corpo e nello spirito, mi sono accorto del valore inestimabile della vita.

Devo ringraziare queste morti, le quali mi hanno fatto capire, come ho scritto nel libro, che: «la vita è come un’anguilla, che più la stringi fra le tue mani e più ti scivola via».

Postato da: Pozzi57 alle 13:35 | link | commenti (2) |

martedì, 15 giugno 2004

Oggi è una giornata splendida, proprio come la vita; infatti ritengo che nessuno ha il diritto di sopprimerla. Sono pochi anni che ho scoperto che la vita è una avventura meravigliosa, avventura meravigliosa che va vissuta al pieno delle capacità di ognuno, ma soprattutto va vissuta facendo moltissima attenzione alle piccole soddisfazioni che ogni giorno ci offre.

Facendo alcune esperienze in giro per Italia, ho scoperto un mondo di ragazzi che soffre e si fa del male con le sue stesse mani, per svariati motivi.

Quest’oggi desidero lasciare un messaggio a tutti i ragazzi che si trovano in difficoltà, il messaggio è il seguente: - ho dato una svolta alla mia vita quando l’ho presa fra la mani, prima di prenderla in mano, ero sempre scontento e scoglionato di tutto, come forse alcuni di voi lo sono ancora. Sono riuscito a cambiare opinione quando ho visto morire dei giovanissimi per droga o alcol, con i miei occhi. Queste vite spezzate così prematuramente, mi hanno fatto capire il valore inestimabile della vita. Come vi ho accennato anche qualche giorno fa, sono ateo, ma sono pienamente consapevole che la vita sia un dono.

 

            Un dono

 

            Ti vorrei avvolgere in un manto di seta purissimo,

            tessuto dalle mie stesse mani

            per scaldarti come nessun uomo ha mai fatto;

 

            ti vorrei avvolgere come nessun uomo ha mai fatto,

            perché nessun uomo ha mai capito

            la donna eccezionale che sei;

 

            perché sai amare e mi rispetti,

            come nessun’altra ha mai fatto;

 

            sei una donna ricchissima,

            hai una carica

            che neppure tu sai di avere;

 

            hai un qualcosa

            che non ti appartiene e non è tuo,

            ma ti è stato donato;

 

            sai,

            anche io penso di avere qualcosa

            che non mi appartiene e mi è stato donato;

 

            questo qualcosa che non ci appartiene,

            penso si chiami:

            «Amore Reciproco»;

 

            dobbiamo regalare questo dono

            a tutta l’umanità,

            come San Francesco o Madre Teresa di Calcutta;

 

            anche noi non abbiamo niente, come loro ma,

            anche noi come loro abbiamo tanto «Amore»

            da riversare su noi stessi e sugli altri

            che non basterebbe tutto l’oro del mondo per comprarlo.

 

 

Questa bellissima poesia, ritengo che sia lo specchio dell’anima di tantissimi giovani che purtroppo ancora non si conoscono, ma ho potuto costatare personalmente che in ognuno c’è un tesoro nascosto, che fa molta fatica a venir fuori.

Postato da: Pozzi57 alle 16:19 | link | commenti |

lunedì, 14 giugno 2004

Anche se sono costretto ha stare tutta una vita su una sedia a rotelle, mi ritengo fortunatissimo, perché sono vivo dentro, e chi ha avuto la fortuna di conoscermi personalmente lo può testimoniare.

Amo la vita e tutto ciò che mi circonda. Tutto questo amore che penso di avere, scaturisce dall’accontentarmi delle piccole cose che la vita mi offre ogni giorno, perché se ci fate caso, ogni giorno non è, e non può mai essere uguale, a quello appena trascorso, o a quello che verrà.

Chi non si accontenta di queste piccole cose, resterà sempre deluso e scontento di tutto.

Tantissime persone invidiano spesso il mio carattere, allegro e gioioso, la mia ricetta è questa, semplice e chiara, ma soprattutto efficacissima credetemi.

Postato da: Pozzi57 alle 15:48 | link | commenti |

venerdì, 11 giugno 2004

Sia in amore, come nel lavoro, ci vuole passione nel fare le cose. La passione è un lasciarsi andare, verso la persona che ami, o nel lavoro che devi fare.

Anche se questa poesia non la troverete in questo libro, perché l’ho scritta a lavoro ultimato, contiene il messaggio che desidero lasciarvi in questo weekend torrido di metà giugno.

 

La passione

 

Come le foglie in autunno,

muoiono;

 

così io,

muoio per te.

 

La mia esperienza di vita mi ha insegnato questo. Ma voi, come la pensate?

Postato da: Pozzi57 alle 14:29 | link | commenti (1) |