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giovedì, 30 settembre 2004

            Dal connubio perfetto della neve e mare, come se fosse un bel gioco, che fa sentire il disabile una persona normale, hai problemi di solitudine, o sentimentali.

 

Tratto dal libro.

«Pensando a noi, viaggio nell’intimo più profondo».

 

            Forse non ti rendi conto di quanto io sia legato a te e di quanto ti desideri come partner, desidero un tuo bacio ed il tuo amore, desidero conoscere l’amore insieme a te perché ti amo dal profondo del cuore, desidero dimenticarmi di essere un disabile per avere una vita completamente normale, invece di ricorrere sempre ad un erotismo vuoto.

            Questo vuoto è la cosa più brutta e più deprimente che io abbia mai provato perché mi ritrovo solo come un gattino che ha bisogno della sua compagna da coccolare. Purtroppo, trovo soltanto il cuscino a cui poter far fusa e baciare all’infinito...

 

            Sto impazzendo

 

            Sto impazzendo dal desiderio di

            baciarti e amarti per l’eternità;

 

            la notte, svegliandomi, ti vengo a cercare

            ma non ti trovo;

 

            trovo soltanto il cuscino e il lenzuolo da baciare,

            per dirgli;

 

            «ti amo»,

            ripetuto all’infinito.

 

 

            Sarà soltanto il fortissimo desiderio di averti semplicemente vicino nel lettone, ma è anche un qualcosa più forte di me che però non saprei spiegarti, come se mancasse qualcuno all’appello. Mi giro e mi rigiro all’infinito ma non trovo niente vicino a me, e per questo mi aggrappo a tutto pur di non restare solo, capisci?

            E’ vero che io ti desidero sopra ogni cosa al mondo, ma non ti desidero a tutti i costi senza amore o soltanto per amicizia. Sei una donna con le palle, con la forza del tuo amore riusciresti a farmi fare cose che nemmeno immaginiamo.

 

Riflessioni.

 

            E’ vero, amo Patty sopra ogni cosa, e la desidero come partner. L’amore che desidero da lei, non è tanto l’atto sessuale, anche se importantissimo, ma io aspiro a Patty perché apprezza ciò che ha e mi rispetta in tutto e per tutto, cosa che non ho mai trovato in nessun’altra donna.

            E’ vero, la cosa più brutta e più deprimente che provo è il vuoto, quando hai bisogno di due coccole dalla donna che ami, e allora ti aggrappi a tutto pur di non rimanere da solo in certi momenti.

Postato da: Pozzi57 alle 18:02 | link | commenti |

mercoledì, 29 settembre 2004

Per dimostrarvi la mia vitalità nel vivere il quotidiano, ho scelto questa serie di fotografie.

Le prime scattate sulla neve un paio di anni fa nel bel mezzo dell’appennino marchigiano abruzzese; le seconde nel settembre di quest’anno, quando sono andato in barca a vela con Patty e i suoi due figli.

 

 

Gennaio Febbraio 2002

 

 

Gennaio Febbraio 2002

 

 

Gennaio Febbraio 2002

 

 

Gennaio Febbraio 2002

 

 

Settembre 2004

 

 

Settembre 2004

 

 

Settembre 2004

 

 

Neve e mare, un connubio perfetto per muoversi liberamente senza alcun pericolo di farmi del male sbattendo qua o là, perché in ambedue i casi, danno l’opportunità al disabile di essere uguale al cosiddetto normale.

Questo connubio, non è tanto libertà individuale o di movimento, ma soprattutto è star bene con gli altri, come dimostrano queste foto, dimostrando a tutti, che se presi alcuni accorgimenti, possiamo fare cose incredibili, a tal punto che un disabile ha vinto una regata.

Postato da: Pozzi57 alle 09:48 | link | commenti |

martedì, 28 settembre 2004

Tratto da un libro in fase di ultimazione.

Niente in particolare, devo soltanto accettare il mio handicap e dovrei ricominciare a vivere, mi sento un peso per tutt’e due perché non siete mai libere di fare ciò che vi piace e siete costantemente condizionate dai miei bisogni. Penso che sia proprio questo il nocciolo del problema, il saper riuscire a ribaltare in positivo tutto ciò che ti capita. Quando avrò accettato questo, sarò a buon punto e smetterò di piangermi addosso come Lulù dice.

Riflessioni.

Anche se questo monologo sopracitato è del tutto inventato, tuttavia penso che rispecchi la verità di una buona fetta di disabili, i quali non accettano la propria situazione.
La non auto accettazione, lì fa vivere malissimo, come se fossero scontenti di stare al mondo.
Immaginando questa scontentezza sotto forma di un grosso stagno, desidero lanciare il mio messaggio di speranza a tutti quelli che non accettano la propria condizione di vita, quindi l’handicap.
«Ritengo che la vita sia una avventura splendida anche così, su quattro ruote. Certo, mi piacerebbe tantissimo mettermi gli sci ai piedi, o farmi una bella camminata in riva al mare, ma so che alcune cose, che i cosiddetti normali fanno, non le potrò mai realizzare, quindi è inutile che mi disperi o mi fossilizzi su queste problematiche. So per certo che sono stato in cima alla torre di Pisa, e so per certo che mi sono salvato la vita almeno un paio di volte, salvandola anche a chi stava assieme a me, altrimenti a quest’ora non ero qua con voi. Tutto questo è successo grazie alla mia grandissima testardaggine nel vivere una vita più normale possibile, ma soprattutto perché ho abbracciato essa cosi come si è presentata, non chiedendole niente di strano che non potessi fare, anzi, tantissime volte è proprio lei che mi è venuta a cercare, portandomi con se».
Carissimi colleghi di sventure e non, datemi ascolto, saltate fuori dallo stagno puzzolente in cui siete annegati, e iniziate a camminare con le proprie gambe a quattro ruote, invece di aspettare che qualcuno volenteroso, vi aiuti a uscire fuori dalle acque dello stagno, rendendovi la vita impossibile.
Non abbiate paura di bussare alla porta del vicino, anzi, spronatelo perché si è chiuso fra le sue quattro mura domestiche, e non si accorge della vostra bellezza interiore, che ognuno ha dentro di se, ma che viene fuori soltanto dopo che avete preso la vostra vita in mano, perché ricordatevi sempre che: «la vita è come un’anguilla che più la stringi fra le mani e più ti scivola via».

Postato da: Pozzi57 alle 09:05 | link | commenti |

lunedì, 27 settembre 2004

Nell’ormai lontanissimo 1973 scrissi la mia prima poesia, dedicandola ad una ragazza che avevo conosciuto alle scuole medie inferiori.

Alessandra

Ecco vedo un puntino,
non so cosa sia,
s’avvicina e acquista forma:
è una ragazza ma è troppo lontana
non la riconosco.

Corre a braccia aperte verso di me,
la riconosco: è Alessandra.

I nostri occhi si incontrano,
esprimono un senso di gioia e d’affetto.


Non so dirvi cosa mi catturò di lei, forse la sua semplicità, o forse la sua bellezza interiore, ma questa piccolissima ragazza conosciuta nell’intervallo delle ore scolastiche, in quanto non era nemmeno una mia compagna di classe, mi ha aperto gli occhi sulla semplicità del vivere quotidiano, cosa che purtroppo sta scomparendo dalla nostra cultura, perché oggigiorno il giovane ha veramente troppe cose attorno a se, e non si accorge che per essere felici in questo mondo, bisogna essere semplici e umili di cuore, altrimenti resteremo sempre scontenti di tutto.

Postato da: Pozzi57 alle 09:07 | link | commenti |

venerdì, 24 settembre 2004

Quale strada scegliere per un figlio disabile quando la famiglia non lo potrà più accudire?

Tratto da un libro in fase di ultimazione.

«Non ti devi scusare, sono tua moglie e quando ho detto quel fatidico «sì» davanti al sacerdote e davanti a Dio, sapevo benissimo a ciò che sarei andata incontro, per cui non ti scusare ogni volta».
Sì, questo lo so benissimo, ma è bruttissimo dipendere sempre ed esclusivamente dalle altre persone.
«Purtroppo è la tua croce, questa. Piuttosto, pensa a chi non ha nessuno vicino a sé ed è costretto ad andare in qualche ricovero perché non ha nessuno che lo accudisce».

Riflessioni.

Anche se questo dialogo è del tutto inventato, rappresenta la realtà italiana. Troppo spesso chi ha bisogno di aiuto, anziano o disabile che sia, viene inserito in qualche ospizio o in qualche comunità, per mancanza di forze o di un sostegno economico adeguato.
Per ovviare a queste carenze, basterebbe che lo stato italiano destinasse al singolo, quello che spende ogni giorno per mantenerlo in queste strutture. Questa piccola grande riforma comporterebbe due grossissimi vantaggi da ambedue le parti. La prima: un risparmio abbastanza considerevole sulla spesa sanitaria nazionale, perché sono convintissimo che l’anziano o il disabile non costi così tanto allo stato quanto costa a mantenerlo fuori casa; la seconda invece: avremmo tantissime persone meno infelici di quanto non lo siano adesso, perché vivrebbero vicino al suoi cari senza dover subire il distacco dalla famiglia d’origine.
E voi! Come la pensate su questo tema?

Postato da: Pozzi57 alle 08:53 | link | commenti (1) |

giovedì, 23 settembre 2004

Nell’intimità di un ipotetico rapporto d’amore con Patty, mi sono immaginato questo colloquio, che ho scritto sotto forma di poesia.

Amore, conosciamolo assieme

Sei splendida completamente nuda nel lettone,
hai un corpicino da fare invidia;

ti avvicini e
le nostre labbra si sfiorano,
baciandosi per la prima volta in vita loro;

ci baciamo e i nostri respiri aumentano sempre più,
sento il cuore battere forte forte,
impazzito,

ho paura di sciupare questo momento magico
che da anni aspetto;

mi prendi la mano e mi tranquillizzi;
impaurita mi accarezzi il volto e
mi dici:

«Non aver paura perché
è la prima volta anche per me che faccio l’amore
con un uomo che mi ama veramente con il cuore»;

è la prima volta per entrambi
non vogliamo perdere questa occasione che la vita ci offre
e allora;

dolcemente
ci baciamo
per non staccarci mai più;

mi monti sopra baciandomi e muovendoti,
come imbizzarrita;

allarghi le cosce provocando mille desideri,
tra i più caldi e appassionati;

muovendoci, saltando e rotolando
l’uno su l’altro,
come non abbiamo mai fatto in vita «nostra»;

amore,
non lasciare che sia soltanto un sogno;
ma conosciamo assieme questo gesto
con il nostro splendido,
«amore».


Non voglio fare alcun commento su questa poesia perché mi sembra che parli da sola. Comunque chissà se anche questa volta ho visto giusto o meno, e chissà se in qualche modo potrò realizzare il mio sogno con Patty, ma lei è l’unica ragione della mia vita.

Postato da: Pozzi57 alle 09:22 | link | commenti |

mercoledì, 22 settembre 2004

Se ritieni sia giusto quanto ti ho detto ieri, inizia sin da adesso ad aiutare il tuo prossimo, perché potrebbe essere la tua immagine.

Postato da: Pozzi57 alle 09:05 | link | commenti |

martedì, 21 settembre 2004

L’amore più grande e più bello che ognuno si porta nel cuore, non è tanto quello per la propria famiglia, ma è quello per il suo prossimo, perché non gli appartiene.

Postato da: Pozzi57 alle 10:46 | link | commenti |

lunedì, 20 settembre 2004

Una massima.

 

            Non sputare nel piatto dove mangi perché prima o poi ti ritorcerà contro.

Postato da: Pozzi57 alle 13:24 | link | commenti |

venerdì, 17 settembre 2004

In una comunità che si rispetti, qualsiasi essa sia, all’ospite che va a trovare delle persone, va dato la stessa ospitalità che viene data ad un comune visitatore. Altrimenti non ci siamo cari ragazzi.

Postato da: Pozzi57 alle 11:02 | link | commenti |