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Biografia di Franco Pozzi
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«Dal fare il jolly in qualsiasi circostanza al mio rivederci all’anno prossimo».
Domani trentuno dicembre non farò la mia pubblicazione quotidiana, perché mi voglio prendere un giorno di libertà, se così si può chiamare. Credo di non andare da nessuna parte a festeggiare il capodanno, perché non so proprio dove andare. Gli amici si sono volatilizzati nel nulla, o si sono persi per strada, tuttavia mi va bene così, perché sono tranquillo e sereno, come non sono mai stato in vita mia.
Prima di spegnere i riflettori su quest’anno, desidero ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato. In particolare ringrazio; il ragazzo che mi insegnato ad andare su Internet, e mi ha aperto questo sito, donandomi la possibilità di parlare al mondo. Inoltre ringrazio l’ordine dei padri Comboniani, i quali mi hanno messo in contatto con la casa editrice Multimage, che adesso sta lavorando al mio libro, e che pubblicherà quanto prima.
A tutti gli altri che non nominerò, faccio i miei più sentiti auguroni di un BUON 2005 a tutti.
«Dal non lasciare il proprio partner in caso di malattie senza speranza di guarigione al fare il jolly in qualsiasi circostanza».
E’ vero, faccio il jolly in qualsiasi circostanza, perché abito con persone che non sanno aspettare. Sinceramente sono un po’ stufo, ma non mi lamento mai, perché capisco che sono costrette a rimane qui, in quanto non sanno dove andare all’infuori di qua.
«Dal puffo blu al non lasciare il proprio partner in caso di malattie senza speranza di guarigione».
In questi giorni di feste natalizie è passata una mia carissima amica a farmi gli auguri. Parlando del più e del meno, mi ha rivelato la bruttissima malattia del suo partner. Questo messaggio è per tutti coloro che si trovano nella sua condizione.
«Sono pienamente consapevole che quello che vi dirò adesso corrisponda alla verità. Non lasciate il vostro partner in caso di malattia senza speranza di guarigione, perché contribuirete ad un omicidio in piena regola. Il malato deve essere curato con il vostro amore, in quanto non esiste medicina più grande di questa. Vi posso assicurare che questa medicina è efficacissima a livello psicologico. Non dovete fare altro che donargli il vostro amore, come per esempio, Patty, ha fatto con sua figlia. Patty, mamma coraggio per eccellenza, ha avuto la forza e il coraggio di adottare una bimba con una infinità di problematiche. In fase di adozione il tribunale dei minorenni aveva detto a Patty che questa bambina aveva pochissimi mesi di vita. Invece sono già passati la bellezza di diciassette anni da questa bellissima adozione, e la piccola è sempre viva, ed è strafelicissima di vivere».
Ho cercato di racchiudere in queste due righe un episodio, riguardante quanto può fare la forza dell’amore, il quale fa prolungare la vita all’individuo ammalato, non certo l’abbandono di chi ha paura di non riuscire a sostenere le fatiche che amare comporta.
«Dal Natale 2004 al puffo blu».
Ho avuto in dono un puffo blu questo Natale. L’ho posizionato sulla custodia del cellulare, in modo che mi possa guardare ventiquattro ore su ventiquattro. Ha due occhioni penetranti, proprio come i miei, e scarpette bianche con dei ghirigori rosa e celeste chiaro. Inoltra ha due orecchie dritte dritte come un coniglietto, capaci di captare ogni minimo sussurro.
Grazie a questo dono, posso finalmente dire di essere diventato padre di un bimbo, che va accudito in tutto e per tutto. Comunque la prima cosa che gli dovrò insegnare sarà vivere, rispettando l’altro, perché questa è nozione fondamentale del vivere assieme, come fratelli, altrimenti farà pochissima strada al mio fianco.
«Dal chiederci perché bisogna vivere in un modo invece che in un’altro al Natale 2004».
Domani sarà Natale, una festa per ritrovarci in famiglia, per festeggiare la nascita di colui che è venuto sulla terra ad annunciare la lieta novella, gettando le basi del vivere assieme.
Purtroppo l’essere umano ha travisato ciò che i Vangeli narrano, facendo finta di niente, e nascondendosi dietro a delle maschere, le quali non hanno senso di esistere, perché queste non seminano amore, come annunciato negli scritti evangelici. Amare infatti significa mettersi a completa disposizione dell’altro, e non fare le cose tanto per fare, come succede troppo spesso ogni giorno.
Se l’uomo capisse veramente questo piccolissimo messaggio di speranza, allora si che sarebbe un bel Natale da festeggiare.
E voi, cari lettori del mio sito, cosa ne pensate di questo messaggino?
Buon Natale a tutti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
«Dal sapersi arrangiare al chiederci perché bisogna vivere in un modo invece che in un’altro».
Chissà se ha un senso finire il proprio viaggio della vita stando ventiquattro ore su ventiquattro attaccato a una macchina. Non ho una risposta su questo tema, perché bisognerebbe vivere in prima persona questa situazione, per capire ciò che uno prova veramente. Tuttavia vedo l’attaccamento alla vita di queste persone che, nonostante la loro malattia, vogliono vivere a qualunque costo.
Chissà cosa pensa veramente una persona quando si trova a pochissime ore dalla morte, probabilmente non se ne rende conto, perché sono contenti di vivere, e hanno la faccia troppo tranquilla e serena per morire.
Anche se non credo in un Dio ben preciso, penso che ci sia un disegno soprannaturale, il quale accompagni queste persone nel mondo dell’aldilà senza che loro se ne rendano conto, altrimenti ci sarebbe da impazzire.
Prossimo aggiornamemeto domani, spero. By by........
«Dal rendersi disponibile in qualsiasi circostanza al sapersi arrangiare».
Nella vita bisogna sapersi arrangiare, perché nessuno è a nostra completa disposizione. Se desideri ardentemente una cosa, te la devi conquistare con le tue mani, altrimenti non a senso. Impara a vivere caro amico mio. Prendi esempio da chi è più grande di te, invece di criticarlo ogni volta che lo vedi, perché la vita è così, e nessuno te la può cambiare, se non tu stesso.
«Dall’amore più grande che abbiamo al rendersi disponibile in qualsiasi circostanza».
Anche rendersi disponibile in qualsiasi circostanza fa parte dell’immenso pianeta dell’amore. Il sapere cambiare programmi ogni volta che è necessario, non è tanto rinunciare a qualcosa di tuo, bensì è la donazione che fai a l’altro, perché c’è più gioia nel dare che nel ricevere.
Prossimo aggiornamento il 20/12/2004. Tranquilli, non vi dimentico.