Sito di poesia e di storia vissuta
Biografia di Franco Pozzi
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«Dalla vita comunitaria intesa come scuola alla voglia di sognare».
E’ vero, ho tanta voglia di sognare, perché è bello e mi fa vivere in pace con lo spirito. Penso che il sogno vada vissuto come tale, altrimenti non vivrei più. Inoltre sognare mi aiuta a farmi scaricare dalle tensioni che accumulo durante tutto l’arco della giornata.
«Dall’articolo alla vita comunitaria intesa come scuola».
Dato per certo che la scuola di vita per eccellenza, dove ognuno può insegnare o imparare dall’altro, si chiama comunità. Allora com’è, che alcuni membri se ne approfittano della bontà altrui, dando così un cattivo esempio a chi viene a fare del volontariato?
«Dall’essere chiari nello scrivere all’articolo».
Qualche giorno fa il Corriere Adriatico mi ha fatto una intervista, che riporto integralmente qua sotto.
Un ospite della comunità di Capodarco si racconta in un libro
Franco, la vita riscoperta
Una disabilità offerta ai “normali” per riflettere
FERMO - "La vita è come un'anguilla, più la stringi e più ti scivola via". Inizia così, con poche ma significative parole, l'avventura letteraria di Franco Pozzi, ospite della Comunità di Capodarco. Franco ha 48 anni, è nato a Firenze ma ormai da otto anni vive nella realtà di Don Vinicio Albanesi. Soffre di una grave forma di tetraparesi spastica distonica fin dalla nascita. Una malattia incurabile che gli rende difficilissimi i movimenti, l'uso della parola e lo costringe sulla sedia a rotelle. Eppure quando lo abbiamo incontrato a colpirci è stata proprio la sua spiazzante gioia di vivere. È stata questa energia, e una grande passione per le poesie, a dargli la forza di scrivere un libro. "Pensando a noi", è questo il titolo del volume di 63 pagine che verrà presto pubblicato, si parla dei primi di maggio, dalla casa editrice fiorentina Multimage. L'obiettivo è dar coraggio a tutti coloro che si trovano nelle sue stesse condizioni e allo stesso tempo lanciare un chiaro messaggio alla gente che lui definisce 'normale': i disabili hanno una loro sensibilità e possono essere utili." Spesso i veri portatori di handicap non siamo noi, ma voi persone 'normali' perché non vi rendete conto e non riuscite a capire il significato della vita", una frase che Franco dice spesso a chi lo va a trovare, soprattutto a Simona Simoni, una studentessa universitaria di Porto Sant'Elpidio con la quale è nato un grande rapporto di amicizia. "Pensando a noi" a stato scritto interamente al computer dallo stesso Franco. Un mouse speciale gli consente di spostare con la mano il cursore del suo pc mentre la tastiera è di quelle che vengono usate in tutti gli uffici. Il libro è una fusione tra narrativa e poesia, tratta di una grande storia d'amore, quella con Patty, una donna che esiste davvero, si chiama Francesca. Franco sta preparando tutto nei minimi dettagli e vorrebbe che la presentazione del libro si facesse al cortile delle Magnolie di Porto San Giorgio, con tanto di musica dal vivo. Nel frattempo gestisce anche un blog personale su internet all'indirizzo www.ciacolandia.splinder.it "Ho scoperto la scrittura - racconta - stando qui a Capodarco, vicino a chi soffriva nello spirito". Franco ne ha fatte di cose nonostante la sua malattia. È stato anche volontario nella comunità per tossicodipendenti di don Pierino Gelmini. Era lui ad aiutare i ragazzi tossicodipendenti. "Venivano da me e mi raccontavano la loro storia, condividevo con loro la giornata, io gli rispondevo e li consigliavo. Ho lasciato il cuore li". Vedere il suo libro pubblicato lo rende di una gioia enorme, ride e si commuove mentre ci fa leggere le sue ultime poesie.. Niente parla meglio dei suoi versi: "mamma, papà, in quarantasette anni e un po' non mi sono mai posto questo interrogativo. Forse sino a poco tempo fa ho sempre vissuto con troppa superficialità, non rendendomi conto di quanti sacrifici avete fatto per me. Ripensando a questi, ho capito il valore inestimabile della vita, che pazientemente mi avete trasmesso. Anche se disabile ritengo questa avventura splendida come voi lo siete stati per me".
P.PA.
Purtroppo mi sono accorto di aver dato al giornalista che mi è venuto a intervistare, il foglietto con il nome del mio sito sbagliato, altrimenti sarebbe stato perfetto.
«Dalla donazione all’essere chiari nello scrivere».
Alcune persone erroneamente pensano che il mio libro sia sconcio, perché ho usato i termini più appropriati per descrivere delle sensazioni, che un individuo prova quando è follemente innamorato.
Indipendentemente da ciò che ho scritto nel libro, se vogliamo insegnare qualcosa di buono ai nostri giovani, bisogna essere chiari fino in fondo, dicendo loro la verità, senza aver paura di fare scandalo, altrimenti non ha senso scrivere.
«Da non poter fare conto sugli altri alla donazione».
L’amore più grande che ognuno si porta nel cuore per l’altro si chiama donazione. Sapersi donare completamente fra le braccia dell’altro è la fiducia più completa verso il proprio partner.
Amore
Amore son qua e,
ti aspetto per l’eternità,
fai di me ciò che vuoi.
Domani non farò l’aggiornamento quotidiano perché vado a Perugia a vedere una tesi di laurea. Buon weekend a tutti.
«Dalla dolcezza a non poter fare conto sugli altri».
E’ vero, per i troppi impegni che uno o l’altro ha, non posso fare affidamento più su nessuno. E’ giusto vivere così?
«Dall’essere diventato troppo morbido con tutti alla dolcezza».
Nel vivere bisogna essere dolci, altrimenti non ha senso vivere. La dolcezza la devi ricercare in te stesso, e non negli altri come fai troppo spesso, perché fa parte del mondo dell’amore che è soltanto in te.
«Da come vorrei fare la presentazione del libro all’essere diventato troppo morbido con tutti».
E’ vero, sono diventato troppo morbido. Questo è un bene e un male allo stesso tempo. E’ bene perché mi sento a posto con la mia coscienza, è male perché c’è chi si approfitta di questa mia morbidezza. Tuttavia sono tranquillo e sereno anche così, perché sto bene con me stesso, senza dover discutere inutilmente con persone che non capiscono, o fanno finta di non capire, soltanto perché non hanno la pazienza di starmi ad ascoltare.
Prossimo aggiornamento sarà lunedì 18 aprile.
Buon finesettimana a tutti.
«Dal sentirsi troppo penalizzato dal proprio handicap a come vorrei fare la presentazione del libro».
La presentazione del mio libro la vorrei fare così. Vorrei chiedere al comune di Porto San Giorgio la concessione del piazzale dove solitamente vengono proiettati i film nei mesi estivi, chiamare un gruppo a suonare, così presentare il libro.
Chissà se ci riuscirò ad organizzare il tutto per il mese di maggio o giugno, tuttavia mi sembra un’ottima idea, visto che andiamo incontro alla bella stagione. Inoltre penso che non ci sia un connubio più perfetto come il binomio musico-poesia, per cercare di far riscoprire ai giovani i valori fondamentali della vita, come quello dell’amore verso il proprio partner.