Sito di poesia e di storia vissuta
Biografia di Franco Pozzi
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«Dall’affermazione di oggi all’ufficializzazione della serata».
È vero, la serata in teatro della seconda presentazione del mio libro si farà, si farà il 13 Gennaio 2006 alle ore 21:30 circa. Per questa occasione davvero speciale, spero che venga tanta gente, non tanto per acquistare il libro, bensì per ascoltare il dibattito che ci sarà, perché sto contattando molte persone illustri, ma su questo non vi anticipo niente per scaramanzia, e non per altro.
«Dall’essere troppo viziati all’affermazione di oggi».
In una persona non ci può essere amore se non rispetta l’altro, perché il rispetto è amore.
«Dal lamentarsi di tutto all’essere troppo viziati».
È vero, chi è troppo viziato non si accontenta mai di nulla, perché ha tutto. L’avere tutto non ti porta alla felicità, perché bene o male devi fare i conti con ciò che hai. Impara a vivere da chi non ha niente invece di fare sempre lo strafottente come il tuo solito.
«Da una preghiera al lamentarsi di tutto».
Mi sto chiedendo come fa un individuo a lamentarsi di tutto. Tuttavia la colpa, se così si vuol chiamare, non è di chi si lamenta, bensì di chi gliene da tutte vinte. Se vuoi cambiare in meglio il tuo rapporto con queste persone, devi fare tu la prima mossa, perché se speri che il lamentoso cambi da solo, fai tempo a morire.
«Dal 4 Ottobre ad una preghiera».
“La silla”
In un villaggio della Spagna, la figlia di un uomo chiese al sacerdote di recarsi a casa sua per un momento di preghiera con suo padre che era molto malato.
Quando il sacerdote arrivò nella povera casa, trovò l’uomo nel suo letto con il capo sollevato da due cuscini.
C’era una sedia (in spagnolo “silla”) a lato del letto, e il sacerdote pensò che fosse stata messa lì per la sua visita.
- Suppongo che mi stesse aspettando - gli disse.
- No, chi è lei? - disse l’uomo malato.
- Sono il sacerdote che sua figlia ha chiamato perché pregasse con lei; quando sono entrato ho notato la sedia vuota a lato del suo letto, e ho pensato che fosse stata messa qui per me. -
- Ah, la Sedia. - disse l’altro. E poi:
- Le dispiace chiudere la porta? -
Il sacerdote, sorpreso, chiuse la porta.
L’uomo malato gli disse:
- Questo non l’ho mai detto a nessuno, però ho trascorso tutta la mia vita senza sapere come pregare.
Quando andavo in chiesa ascoltavo sempre quanto mi veniva detto circa la necessità della preghiera, come si deve pregare ed i benefici che porta...
...però tutte queste cose, non so perché, mi entravano da un orecchio e mi uscivano dall’altro.
Insomma, non avevo idea di come fare.
Infine, molto tempo fa smisi completamente di pregare.
Ho continuato così fino a circa quattro anni fa, poi un giorno ne parlai con il mio migliore amico e lui mi disse:
- Giuseppe, la preghiera è semplicemente avere una conversazione con Gesù. Ti suggerisco di fare così:
Siedi su una sedia e colloca un’altra sedia vuota davanti a te, quindi con fede guarda Gesù seduto davanti a te.
Non è una stupidata farlo, perché Lui stesso ci ha detto:
“Io sarò sempre con voi”
Quindi parlagli ed ascoltalo allo stesso modo in cui lo stai facendo con me ora. –
- Ho provato una volta, poi altre volte, e mi è piaciuto talmente che da allora lo faccio almeno un paio d’ore al giorno.
Presto sempre molta attenzione a non farmi vedere da mia figlia... altrimenti mi internerebbe subito in un manicomio. –
Il sacerdote a questo racconto provò una grande emozione e disse a Giuseppe che ciò che faceva era molto buono, e lo consigliò di non smettere mai.
Quindi pregò con lui, gli impartì la benedizione e tornò alla chiesa.
Due giorni dopo, la figlia di Giuseppe lo chiamò per dirgli che suo padre era morto.
Il sacerdote le chiese:
- È morto in pace? -
- Sì. Quando lei uscì di casa, alle due del pomeriggio, mi chiamò.
Andai da lui e lo vidi nel suo letto.
Mi disse che mi amava molto e mi dette un bacio. Uscii per delle commissioni, e quando ritornai un’ora dopo lo trovai morto.
C’è però qualcosa di strano: poco prima di morire deve essersi alzato e avvicinato alla sedia che era accanto al letto, infatti l’ho ritrovato con la testa appoggiata su di essa.
Lei cosa ne pensa?-
Il sacerdote, profondamente commosso, si asciugò le lacrime dell’emozione e rispose:
Magari tutti noi
potessimo andarcene
in questo modo! -
Riflessione
È curioso: barzellette, messaggi scherzosi, volgari o anche osceni girano liberamente attraverso il cyberspazio e si diffondono tramite posta elettronica come il fuoco di un incendio.
Invece messaggi che ci parlano di Dio circolano a fatica, e quando ne riceviamo uno ci pensiamo due volte prima di inoltrarlo ad altri.
È CURIOSO, VERO?
Quando avrai finito di leggere questo messaggio, a quanti indirizzi lo inoltrerai fra quelli della tua mailing list? Quanti indirizzi tralascerai solo perché non sei sicuro/a di ciò che loro pensano a proposito, o magari di ciò che potrebbero pensare di te?
Ti auguro una giornata piena di benedizioni per te e per i tuoi.
E ti suggerisco una semplicissima preghiera, da usare in ogni luogo e in ogni momento, quando senti il bisogno di qualcosa di speciale:
“Signore,
resta con noi!”
Bella vero?
«Dalle scuse al 4 Ottobre».
Oggi, ricorrenza dell’onomastico di San Francesco d’Assisi, vorrei avere la possibilità di far tacere una volta per tutte il fastidiosissimo canticchio delle armi, per un mondo diverso per tutti, dove regni pace e serenità, come lui ci ha insegnato.
Amalgamarsi
Come le nuvole si amalgamano fra di loro,
diventando belle e spumeggianti,
così l’amore si deve amalgamare
ad ogni essere umano.
«Dalla sorgente della vita alle scuse».
Mi scuso con tutti voi, cari lettori del mio blog, se in quest’ultimo periodo sto tralasciando gli aggiornamenti quotidiani, ma non ho più idee di cosa scrivervi, perché la vita mi scorre abbastanza monotona. Tuttavia sta prendendo sempre più piede l’idea di fare una seconda presentazione del mio libro nel teatro di Porto San Giorgio. Ho in mente di organizzare un qualcosa di molto simile al Maurizio Costanzo Show, con tanti ospiti, e tanta bella musica. La serata si dovrà svolgere nel mese di Dicembre Gennaio, ma di questo vi parlerò più avanti perché ancora non so niente di preciso.