«Dall’articolo all’attenzione all’altro».
Anche su questo tema ho già scritto abbastanza nel mio sito, tuttavia ci devo tornare molto frequentemente, perché c’è ancora chi non capisce, o fa finta di non capire.
Caro amico/a. Sai, chiunque si voglia avvicinare a fare del volontariato deve mettere amore in ciò gli è richiesto di fare. Non a senso avvicinarsi all’altro soltanto perché ci percepisce un salario a fine mese, come alcuni eroicamente forse pensano.
Bambolina
Sono disabile,
ma nel cuore porto tanto amore,
proprio come te;
questo amore che ci custodiamo dentro,
come un tesoro dal valore inestimabile,
lo dobbiamo far sgorgare fuori
come una cascata variopinta di mille colori;
dobbiamo sconfiggere il male,
e tutto il marcio che ci hanno fatto mangiare
con l’amore che abbiamo nel gestire il nostro quotidiano.
Io dentro porto l’amore che ho cercato di racchiudere in questa poesia. Ma il tuo qual è?
Le trasmissioni su questo sito riprenderanno il 26/06/2006.
Buona settimana a tutti...
«Dalla sorpresa all’articolo».
Sul quotidiano la Repubblica di qualche giorno fa c’era il seguente articolo.
Hai un racconto, una raccolta di poesie o di racconti nel cassetto.
SCRIVI IL TUO LIBRO! Inviacelo, può diventare il tuo libro. Basta spedire una copia dattiloscritta dell’opera ad Andrea Oppure Editore, allegando una breve nota biografica. La redazione la esaminerà. I lavori inviati potranno essere pubblicati in una delle nostre collane di narrativa, poesia, saggistica e fantasy. Altri autori interessanti e interessati verrà inviato un opuscolo informativo con notizie sulla PUBBLICAZIONE, PROMOZIONE E DISTRIBUZIONE NAZIONALI DEL LIBRO. Nessuna tassa d’iscrizione, non è un concorso né un premio letterario. Solo un pronto soccorso per chi ama scrivere.
PER INFORMAZIONI: 06/61007750
‘ANDREAOPPUEEDIORE - IL TUO LIBRO’ - VIA S. C. DONATI 13/E - 00157 ROMA
Cosa dite, ci provo a far pubblicare qualcosa?
«Dalla parità dei diritti alla sorpresa».
Mai mi sarei aspettato fare così tanta paura a chi fa il servizio civile qua a Capodarco, perché con me si comportano in modo diverso rispetto altri ospiti della comunità. In realtà non è paura, bensì è mancanza di rispetto verso chi a più difficoltà nel parlare correttamente e di movimento. Tutto questo non è aiutare il prossimo, perché chi vuole veramente aiutare l’altro si mette al suo pari.