Sito di poesia e di storia vissuta
Biografia di Franco Pozzi
La mail di Franco
oggi
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
visitato *loading* volte
Troppo spesso i mercoledì sono neri per me perché mi devo fare la doccia a pezzi. Oggi per esempio; ero già posizionato sulla comoda quando il cellulare dell’assistente si mette a squillare, era un ragazzo che doveva andare in bagno, così ho dovuto aspettare per ben tre quarti d’ora che l’assistente tornasse. Come si può vivere in questo modo?
Chissà cosa si aspettano i giovani dalla vita perché li vedo tanto rammolliti e indecisi a prendere le decisioni per il loro avvenire.
Il vento,
un albero riflesso in uno stagno,
l’insicurezza che è in te.
Eccola qua la fotografia dei nostri giovani di oggi perché non sanno più scegliere, poiché hanno avuto sempre tutto sin dall’adolescenza.
Oggi per me è un giorno infausto perché sono passati dodici anni che sono venuto a vivere stabilmente nella Comunità di Capodarco. Anche se è un giorno un po’ così, desidero ringraziare chi mi ha accolto in questa casa, perché senza il loro aiuto chissà dove ero a quest’ora.
Auguri a tutti gli innamorati del mondo!
Il weekend appena trascorso sono andato a trovare una coppia di amici a Bologna. Sono stato super benissimo ospite a casa loro. Non abbiamo fatto niente di speciale o di trascendentale perché eravamo felici di stare assieme. Ma cos’è la felicita?
La felicità
Grazie amore,
grazie per la lezione di vita che mi hai dato;
non hai fatto niente di speciale,
mi hai soltanto parlato,
è quanto basta per rendermi felice.
Eccola qua la felicità, descritta in questa poesia scritta il 10/02/2005. La felicità, infatti, non è altro che la considerazione che ha una persona nei tuoi confronti, e niente più.
«Da una riflessione alla cosa che mi più fa imbestialire».
La cosa che più mi fa imbestialire più di tutto è quando le persone così dette normali ti vogliono passare davanti a qualunque costo, anche se non ci passano perché l’ambiente in quel punto si restringe, quasi se noi in carrozzina non avessimo premura come loro certe volte.