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Biografia di Franco Pozzi
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Quasi ogni giorno questa scatoletta
mi propone scena di violenza e di morte,
anche oggi ci sono stati morti per niente;
dalla disperazione di queste notizie
mi getto di gran carriera nel mio giaciglio,
per non rimaner solo come un cane
accendo il transistor che tengo costantemente con me;
non contento di questo risultato
apro un manoscritto,
per la verità,
primo che mi capita fra le mani;
leggo un qualcosa di giusto,
di molto giusto;
leggo queste testuali parole:
“chiedi e ti sarà dato”.
Preso da una ondata di ottimismo dalle parole appena lette
mi svesto velocemente,
appoggiando l’indumenti su una carrega mezza scassata,
proprio come la vita dell’uomo.
In lontananza un cuscino gigantesco su cui riflettere
sulle mille e una interrogazioni che mia moglie mi pone
sul perché stiamo ancora insieme;
da un buco nero lasciato aperto per il gran caldo
un fascio di luce mi abbaglia,
facendomi sentire più sicuro sulle mie convinzioni.
Mi rilasso,
appennicandomi in un sonno profondo.
Al mio risveglio sento sghignazzare i miei bimbi,
chissà cosa desiderano comunicarmi con la loro innocenza;
adesso non si accontentano più di niente neanche loro,
ricordo quando ero un bimbo io,
mia madre per tenermi al calduccio del camino,
dal niente,
faceva nascere un bel prato verde;
come se non bastasse,
nei momenti liberi che aveva,
si metteva a dipingere questa gigantografia
che conservo tutt’oggi.